Nadia Breda si è laureata in Etnologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi diretta da Glauco Sanga. Ha studiato antropologia all’EHESS di Parigi e di Tolosa e ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Etnoantropologiche all’Università La Sapienza di Roma nel 1999. È antropologa e docente di Antropologia Culturale all’Università di Firenze, dove ha tenuto regolarmente corsi di Etnografia, Antropologia culturale, Antropologia dell’Ambiente, ha insegnato in Master e Dottorati, ha diretto Assegni di ricerca, organizzato convegni e coordinato due Agreement di cui il più recente con l’Università MSUAC della Mongolia. Ha svolto ricerche sul campo con incarichi di ricerca presso Parchi Nazionali e Regionali ed Ecomusei, ed ha partecipato a lavori internazionali in Inghilterra, Spagna, Svizzera, Slovenia, Colombia e Francia, sui temi del Climate Change e del rapporto natura/cultura. Invitata nel 2018/19 dall’antropologo francese Philippe Descola al LAS (Laboratoire d’Anthropologie Sociale fondato da Claude Lévi-Strauss a Parigi), ha potuto lavorare come chercheur e invitée con i colleghi di questo Laboratorio, tenendo seminari alla Sorbonne, al Musée du Quai Branly, all’EHESS, all’INALCO e all’Università di Brest e collaborando con il CEMS (Centre d’Etudes Mongoles et Siberiennes). Tra i suoi oltre 70 testi pubblicati si segnalano i volumi: I respiri della palude, CISU, Roma 2000; Palù. Inquieti paesaggi tra natura e cultura, Cierre, Verona 2001; Bibo. dalla palude ai cementi, CISU, 2010. Alcuni suoi testi sui conflitti ambientali sono stati messi in scena e rappresentati da un gruppo musicale italiano nel 2018 e nel 2019. I suoi principali temi di ricerca e analisi sono dedicati all’antropologia della natura, al rapporto natura/cultura, all’etnoscienza e alle conoscenze indigene, all’impatto dei cambiamenti climatici sulle popolazioni. Le sue ricerche più recenti vertono sull’antropologia della Mongolia.