Giuliana Musso, vicentina d’origine e udinese d’adozione, è fra le autrici, ricercatrici e attrici più rappresentative della scena teatrale contemporanea, Premio della Critica 2005, Premio Cassino Off 2017 e Premio Hystrio 2017 per la drammaturgia. Rimettere al centro il sentire dei corpi, l’esperienza dei singoli individui, e collegarli al flusso della Storia maggiore è il lavoro del suo Teatro d’Indagine: una dialettica intensa tra le testimonianze del “vivente” e il piano storico, culturale, ideologico inscritto in quelle testimonianze. Le sue scritture si nutrono del rapporto empatico e radicale dell’artista con il pubblico, dando vita a una lingua popolare e poetica, che rifiuta posizioni moralistiche a vantaggio di più complessi interrogativi etici. Effetto di queste drammaturgie è una vibrazione comunitaria che riattiva i nessi tra sé e gli altri, libera dal giudizio e promuove la comprensione. Fra i suoi testi Nati in casa (2001), Sexmachine (2005) e Tanti saluti (2008), una prima trilogia sui “fondamentali” della vita (nascita, sesso, morte). L’origine del patriarcato è il tema di La città ha fondamenta sopra un misfatto (2010, ispirato a Medea. Voci di Christa Wolf), mentre l’adattamento alla violenza è il tema del monologo La scimmia (2019), testo originale ispirato al protagonista del racconto di Franz Kafka Una relazione per un’accademia che debutta a Mittelfest. La fabbrica dei preti (2012, sulla vita e la formazione nei seminari italiani prima del Concilio Vaticano II), Mio eroe (2016, la guerra contemporanea nelle voci di madri di militari caduti in Afghanistan) e il suo ultimo lavoro Dentro. Una storia vera, se volete (2020, esito di un’indagine teatrale sul tema della violenza intra-familiare, che ha debuttato per Biennale Teatro 2020) sono i tasselli di una trilogia dedicata al Teatro d’Indagine. Pluripremiato, il suo teatro è stato tradotto in varie lingue.