Un concerto strumentale nato dall’incontro musicale tra il pianista Emanuele Via (membro degli Eugenio in Via Di Gioia) e il quartetto Charlie T, composto da Matteo Mandurrino (violino), Chiara Di Benedetto (violoncello), Fortunato D’Ascola (contrabbasso), Antonella De Franco (arpa). Il concerto è dedicato al legno, il materiale di cui sono fatti gli strumenti ai quali i cinque musicisti sono profondamente legati. Dal punto di vista musicale, l’elemento fondamentale su cui si basa questo concerto è la resa acustica, con una forte ricerca della distinguibilità del suono di ogni strumento e del suo ruolo specifico: il pianoforte crea un tappeto che si prepara ad accogliere i temi e i controcanti del violino e del violoncello i quali, a loro volta, si intrecciano e dialogano, mentre il contrabbasso interviene con la sua potenza e il suo calore insieme all’arpa che colora e gioca per rendere tutto più leggero e suggestivo. Se volessimo definire queste musiche, potremmo dire che sono rapsodiche sia da un punto di vista formale – composte cioè da un solo movimento ed un carattere libero, a tratti improvvisativo – che da un punto di vista espressivo, dato l’intento narrativo ed evocativo di un concerto che vuole raccontare in musica un viaggio attraverso ricordi di infanzia e sensazioni primordiali di attaccamento alla natura.
L’odore del legno vecchio, del pianoforte, del violino, del violoncello, del contrabbasso e dell’arpa. Quelli che lavorano il legno lo chiamano essenza. Note, silenzi, respiri, scricchiolii, fruscii, imperfezioni. Graffi, carezze, pizzichi. Liscio e ruvido, lucido e opaco. Polvere nelle insenature, corde molli e dure, calli, facce tese, muscoli che si scaldano, tendini che si rilassano. Tensione e serenità. Abbiamo messo tutto questo in musiche fatte col legno che sa di resina.