Festival 2026 | Immagina, vuoi? | 10/09/2026 - 20/09/2026
MusicaComunicazione

Resina

concerto all'alba di

L’odore del legno vecchio, del pianoforte, del violino, del violoncello, del contrabbasso e dell’arpa. Chi lavora il legno lo chiama essenza. Note, silenzi, respiri, scricchiolii, fruscii, imperfezioni. Graffi, carezze, pizzichi. Liscio e ruvido, lucido e opaco. Polvere nelle insenature, corde molli e dure, calli, facce tese, muscoli che si scaldano, tendini che si rilassano. Abbiamo messo tutto questo in musiche fatte col legno che sa di resina.

Quando
Dove
Ingresso
Domenica 27 settembre 2020
Ore 06:30

10 euro

prenotazione consigliata

Iniziativa all’interno del progetto Un cimitero da vivere, approvato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani e finanziato dal programma UE European Solidarity Corps

 

In caso di maltempo, l’incontro si terrà nella chiesa di Santa Maria in Colle

Quando
Domenica 27 settembre 2020
Ore 06:30
Dove
Ingresso

10 euro

prenotazione consigliata

Note

Iniziativa all’interno del progetto Un cimitero da vivere, approvato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani e finanziato dal programma UE European Solidarity Corps

 

In caso di maltempo, l’incontro si terrà nella chiesa di Santa Maria in Colle

Un concerto strumentale nato dall’incontro musicale tra il pianista Emanuele Via (membro degli Eugenio in Via Di Gioia) e il quartetto Charlie T, composto da Matteo Mandurrino (violino), Chiara Di Benedetto (violoncello), Fortunato D’Ascola (contrabbasso), Antonella De Franco (arpa). Il concerto è dedicato al legno, il materiale di cui sono fatti gli strumenti ai quali i cinque musicisti sono profondamente legati. Dal punto di vista musicale, l’elemento fondamentale su cui si basa questo concerto è la resa acustica, con una forte ricerca della distinguibilità del suono di ogni strumento e del suo ruolo specifico: il pianoforte crea un tappeto che si prepara ad accogliere i temi e i controcanti del violino e del violoncello i quali, a loro volta, si intrecciano e dialogano, mentre il contrabbasso interviene con la sua potenza e il suo calore insieme all’arpa che colora e gioca per rendere tutto più leggero e suggestivo. Se volessimo definire queste musiche, potremmo dire che sono rapsodiche sia da un punto di vista formale – composte cioè da un solo movimento ed un carattere libero, a tratti improvvisativo – che da un punto di vista espressivo, dato l’intento narrativo ed evocativo di un concerto che vuole raccontare in musica un viaggio attraverso ricordi di infanzia e sensazioni primordiali di attaccamento alla natura.

L’odore del legno vecchio, del pianoforte, del violino, del violoncello, del contrabbasso e dell’arpa. Quelli che lavorano il legno lo chiamano essenza. Note, silenzi, respiri, scricchiolii, fruscii, imperfezioni. Graffi, carezze, pizzichi. Liscio e ruvido, lucido e opaco. Polvere nelle insenature, corde molli e dure, calli, facce tese, muscoli che si scaldano, tendini che si rilassano. Tensione e serenità. Abbiamo messo tutto questo in musiche fatte col legno che sa di resina.