Festival 2026 | Immagina, vuoi? | 10/09/2026 - 20/09/2026
MusicaComunicazione

Storie

concerto di

Con Davide Pezzin

 

Patrizia Laquidara disegna con la voce il tempo di un’infanzia magica e misteriosa, in un “viaggio di formazione” a più registri espressivi. L’evocazione di scene e personaggi genera l’atmosfera multiforme di un’Italia attraversata da Nord a Sud, di un’umanità da trattenere in un ricordo vivo. La narrazione s’intreccia con il suono di una chitarra pronta a seguire le evoluzioni vocali dell’artista, fra repertorio personale e suggestioni esterne.

Quando
Dove
Ingresso
Domenica 11 settembre 2022
Ore 21:00
31035 Crocetta del Montello TV
Osservatorio del Re

10 euro

prenotazione consigliata

In caso di maltempo, il concerto si terrà all’oratorio parrocchiale di Ciano del Montello.

Quando
Domenica 11 settembre 2022
Ore 21:00
Dove
31035 Crocetta del Montello TV
Osservatorio del Re
Ingresso

10 euro

prenotazione consigliata

Note

In caso di maltempo, il concerto si terrà all’oratorio parrocchiale di Ciano del Montello.

In Storie, si aprono uno dopo l’altro i sipari che Patrizia Laquidara disegna con la voce raccontando il tempo avvincente di un’infanzia dai contorni magici e misteriosi. Il pubblico è da subito coinvolto in una sorta di viaggio di formazione, attraverso una visione lucidamente attonita del reale che tiene per mano lo spettatore in un’ora e mezza di performance a più registri espressivi: dai trasognati toni fanciulleschi alla dimensione femminile più intima ed emozionante in cui si incontrano un pappagallo irriverente che fischia brutte parole, la figura tenera e inquietante del medium detto Nino degli spiriti, le voci dei pescatori al mercato di Catania, la mucca di plastica Carolina vinta coi punti premio Invernizzi, l’emozione di una gita a Murano “l’isola dove si forgia il vetro con il fuoco”… le parole e i personaggi dei racconti, che stimolano empatia e immedesimazione, provengono dalle pagine del suo romanzo di imminente pubblicazione (Neri Pozza). Attraverso l’evocazione di scene e personaggi da una preziosa galleria personale, si genera l’atmosfera liquida e multiforme di un’Italia attraversata da Nord a Sud (e viceversa), un Paese antico e moderno, un’umanità da trattenere in un ricordo vivo, sonoro, che tiene insieme geografia e speranze. Un humus buono, necessario per ogni ricostruzione.  La leggerezza sensuale, carnosa e insieme eterea pensata per la narrazione, s’intreccia con il suono di una chitarra agile, pronta a seguire l’artista nelle sue vertiginose evoluzioni vocali, nell’interazione fra repertorio personale (che l’ha resa celebre al pubblico come cantautrice), influenze del sincretismo sudamericano, suggestioni della musica popolare e la più raffinata canzone d’autore italiana e straniera. Storie, nel suo impianto da realismo magico, offre sorrisi e brividi e fin dal primo brano, a bordo di una piccola vettura gialla stracolma di bagagli che scivola giù per la penisola alla fine degli anni ’70 con aria di festa e trasgressione, prepara il pubblico a ricevere come in un’iniziazione collettiva una voce nuda e temeraria: il canto affilato che Patrizia Laquidara spinge fin dentro ai cuori, ben oltre le sue stesse storie e al suo ipnotico racconto in musica e parole.