Quando si parla di lavoro di cura ci viene in mente un’immagine: quella di una donna che si prende cura di un bambino, di un anziano o di una persona disabile. In quell’idea stereotipata c’è un fondo di verità, perché a livello globale sono ancora le donne a farsi carico di tutti gli aspetti della cura. Ma la cura è universale: tutti abbiamo avuto, abbiamo e avremo bisogno di essere curati e tutti siamo capaci di prenderci cura degli altri. Cosa cambierebbe se la nostra società passasse dal paradigma del profitto a quello della cura, universale, comunitaria e gratuita?
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Il tempo della cura universale
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intervistata da Giorgia Favero
Quando si parla di lavoro di cura ci viene in mente un’immagine: quella di una donna che si prende cura di un bambino, di un anziano o di una persona disabile. Immagine stereotipata, ma che riflette la realtà. La cura però è universale: tutti abbiamo bisogno di essere curati e tutti siamo capaci di prenderci cura degli altri. Cosa cambierebbe se la nostra società passasse dal paradigma del profitto a quello della cura, universale, comunitaria e gratuita?
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